lunedì 1 luglio 2013

Signal

SIGNAL


Dato che la religione di Elua non concepisce il sesso diviso dall'amore e, per la precisione, il sesso deve essere sempre consensuale, è chiaro che lo stupro è considerato non solo un crimine ma un'eresia.
Le Case della Mandragora e della Valeriana, però, hanno la caratteristica di applicare un eros di tipo sadomaso, associato al dolore...e qui si creano dei problemi. Come seguire i precetti di Elua senza venire meno ai suoi insegnamenti?
La soluzione è il signal.
Prima che l'adepto ed il patronus comincino il rapporto, devono stilare un contratto alla presenza di un sacerdote, meglio se di Elua. In questo contratto, si stabilisce il signal, cioé la parola pattuita in precedenza che può essere usata dal passivo della situazione per fermare tutto e non andare oltre i limiti.
Phédre per tutta la durata del primo libro usa il nome di Jacinte, l'amico tzigano ma questa consuetudine termina dopo aver avuto come patronus Melisande. Poi cambia nome, dal momento che non si sente più al sicuro con questa parola.
Come spiega la protagonista, questa precauzione serve ad evitare che ci si faccia prendere la mano. Ha un forte valore pregnante ed è caratteristico delle due case Mandragora e Valeriana, le case che hanno pratiche sadomaso.
Phedre viene a conoscenza di tutto questo, nei dettagli, solo quando Delaunay decide che è giunto il momento che lei sappia come funziona il sesso per le anguisette. Essendo la prima anguisette dopo tanti anni, lei segue i precetti della casa Valeriana e Mandragora. Di conseguenza, prima di ogni incontro privato con un potenziale patronus, è necessario scrivere il contratto alla presenza di un sacerdote che convaliderà il tutto.
A conti fatti, il signal non è altro che una parola ma ha un valore importantissimo nell'universo di Phédre perché impedisce a coloro che seguono Elua di uscire dai suoi precetti.

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