giovedì 24 ottobre 2013

Caerdicci Unitas

 
CAERDICCA UNITAS
 
 
Nel libro, questo luogo ha poco spazio.
All'epoca del racconto, Caerdicca Unitas non è altro che una piccola confederazione di città-stato, di cui le più famose sono Milazza e La Serenissima. In passato, sotto il regno di Tiberium, aveva conosciuto una grande espansione ma non è mai riuscita a conquistare Alba, grazie alla resistenza della popolazione. In ogni caso, attualmente, ha perso molto del suo potere politico ed anche il suo peso si è ridimensionato. La frammentazione interna rende poi impossibile attuare una difesa efficace contro gli skaldi. Infatti si ha notizia di qualche accordo tra gli skaldi e la città di Milazza per questioni di sicurezza e di confine.
 
Autorità principale: Dopo la caduta di Tiberium, nessuna delle città stato riesce ad avere la meglio l'una sull'altra. Ognuna di loro ha interessi divergenti. Spiccano La Serenissima che vantano peraltro un'alleanza matrimoniale con la dinastia regnante di Terre d'Ange.
Attività di spicco:  Principalmente commercio e la cultura. Il caerdicci è ancora considerata come una lingua veicolare di assoluto rilievo, tanto da essere usata da Drustan e Ysandre al momento del loro primo incontro.


lunedì 21 ottobre 2013

I patroni


I PATRONI

In questo post, malgrado tutto, vorrei parlare dei patroni.
Nel mondo di Terre d'Ange, sesso e religione costituiscono un unico corpo. Come ho già accennato negli altri post, Jacqueline Carey è influenzata dalla cultura classica in modo maggiore rispetto a quanto ci si aspetta. La questione dei patroni è un degno esempio.
La consacrazione a Naahmah che avviene attraverso una particolare cerimonia presso il santuario della casa o il tempio stesso della dea, preannuncia la prima assegnazione.

PRIMA ASSEGNAZIONE

La prima assegnazione avviene intorno ai 16 anni ed è il momento che indica il passaggio al servaggio della dea vero e proprio. Dopo la cerimonia, ha luogo una lunga contrattazione su chi debba essere il primo patrono dell'adepto. Spesso e volentieri, ha luogo una vera e propria asta delle verginità dell'interessato, alla quale partecipano buona parte dell'aristocrazia ma anche semplici borghesi.
Le cifre variano a seconda della rarità e del particolare talento del protagonista della tratta. Alcun venne comprato da Vitale per una cifra astronomica, per via della sua rarità. Phedre, invece, dato il suo talento particolare, ha ottenuto una cifra irrisoria, rispetto al fratello adottivo.
Il prezzo della prima assegnazione comunque non costituisce un elemento determinante. Come succede per Phedre, il suo valore aumenta di prestazione in prestazione.
Le assegnazioni sono tutte certificate con contratti prestabiliti e chi richiede le abilità dell'adepto, se soddisfatto della prestazione, può donare qualcosa di valore a quest'ultimo. Tale somma è proprietà dell'adepto stesso e viene generalmente usata per tracciare la marque. Il dono non è un obbligo ma è comunque una prassi consigliata, per questioni di prestigio. Infatti la somma donata all'adepto diventerà parte della marque e, come Naahmah era solita graffiare la schiena degli amanti che la soddisfacevano maggiormente, così questi, donando denaro per la marque, seguono le orme di Naahmah e diventano patroni.
Anche una volta conclusa la marque, rimarrà comunque un legame tra l'adepto e il patrono, quasi da pari a pari e sarà a completa discrezione del primo donare i propri favori al secondo.
Essere un patrono è un grande onore ma non è alla portata di tutti.
Ciò che distingue il patrono da un normale cliente è il fatto che faccia o meno un dono. Vitale si attiene a questa regola ma non fa un regalo di valore ad Alcuin perché non è certo di poterlo avere anche dopo, nel caso in cui la marque venisse completata.

domenica 20 ottobre 2013

La Marque

LA MARQUE

La marque è un altro dei concetti che fanno parte del mondo di Terre d'Ange. Si racconta che Naahmah era solita lasciare con gli artigli dei segni sulla schiena degli amanti che la soddisfacevano in particolar modo. Da questa storia, deriva l'abitudine di tatuare la schiena dei servi di Naahmah.
Nell'immagine sopra sono presenti i tatuaggi della Corte della Notte.
Come possiamo vedere, il disegno varia da Casa a Casa ma è uguale per ogni membro della stessa. Quando l'adepto riceve dal patrono un dono, oltre al prezzo della prestazione, lo usa per la prosecuzione del disegno della marque, prestabilito ben prima della prima assegnazione.
Sono spesso cifre considerevoli ma il valore tenuto maggiormente in considerazione dagli angeline è del resto la bellezza. Come succede per Alcuin, il dono non è un dovere del patrono, per quanto sia caldamente consigliato ed è vietato all'adepto chiedere al patrono la cifra dell'intera marque come dono supplementare della prestazione.
E'un tabù che può essere rimediato tramite riti purificatori presso il tempio di Naahmah.



Questi sono alcuni dei disegni che ho trovato sul web, per la precisione al sito http://www.deviantart.com/art/Cereus-Marque-40963326

In linea di massima, l'iconografia delle marque delle Case offre un disegno standard ed è obbligatoria per tutti gli adepti che ne fanno parte. Indica l'appartenenza, come se fossero un casato, una famiglia più che una corporazione. In ogni caso la marque non rappresenta una prerogativa della sola Corte della Notte. Non tutti i servi di Naahmah devono necessariamente farne parte, anche se è la  prassi più diffusa. Basta consacrarsi a Naahmah, anche se poi l'educazione specifica degli adepti è particolarmente approfondita lì e, d'altra parte, le regole corporative basilari sono seguite anche dagli adepti che non appartengono alle case specifiche. In questo caso, la marque diventa unica e personalizzata, come succede a Phedre e Alcuin.

Liliane De Souveraine

Liliane de Souveraine

Non so perché ma mi immagino Liliane a questo modo.

Provenienza : Casa Gelsomino

E’la madre di Phedre ed è un’adepta di Casa Gelsomino. La sua famiglia serve questa casa da generazioni e pare avere nelle vene sangue bhodistano. Ha 19 anni quando lascia questo luogo, per sposarsi con il padre di Phedre, Pierre Cantrel, un mercante.
Il suo aspetto rispecchia degnamente il canone della Casa. Ha la pelle color del miele, capelli come l’ebano e d grandi occhi scuri simili a perle nere. Pierre Cantrel si innamora di lei, ricambiato e, come accade nella gilda, i due innamorati chiedono la benedizione della priora.Quest’ultima però nega, giudicando una simile unione male assortita.
Liliane allora lascia la casa insieme a Pierre. Avendo terminato la marque, era libera di farlo.
I due si sposano alla presenza di un sacerdote di Elua e poco dopo nasce Phedre. Il suo aspetto, tuttavia, delude un po’ la coppia, perché il suo aspetto non rientra in nessuno dei canoni delle Case della Corte della Notte.
Dopo una disastrosa carovana, che non offre i guadagni previsti, nella quale peraltro Liliane, in quanto adepta, è oggetto delle richieste di aspiranti patroni, i due si trovano costretti a vendere Phedre, soprattutto dopo che Liliane rimane nuovamente incinta.
A causa dei rifiuti passati e poiché il padre di Pierre, per la nuova missione, pretende che versino una caparra, soldi che non possiedono, si trovano costretti a vendere Phedre. Liliane e Pierre sono molto riluttanti alla cosa. Speravano che diventasse un’adepta della Corte della Notte e che, così facendo, ricevessero una decima dei guadagni della figlia, cresciuta ed educata teneramente alla pratica di Naahmah in una delle case…ma l’aspetto della protagonista pone fine a queste speranze. Liliane partorisce la figlia nella casa Gelsomino ma non può affidarla alle cure della priora perché l’aspetto di Phedre non la rende adatta alla casa.Per garantire il meglio, allora, Liliane va dalla priora di Casa Cereo e, dopo una contrattazione impari e umiliante, dove la priora schernisce la giovane, vende Phedre con una somma inferiore a quella che si aspettava, con la condizione di dimenticarsi della bambina e di considerare come figlio proprio, solo quello che aveva in grembo in quell’occasione. Inoltre le impone di lasciare la città, dopo averle dato la bambina.
Phedre ha pochi ricordi della madre ma non ha alcun biasimo nei suoi confronti. La ricorda insieme al padre come una coppia innamoratissima ma che, malgrado ciò, le ha comunque voluto bene. Non li condanna per averla ceduta alla priora, anche se ammette che erano piuttosto ingenui nel fare i calcoli futuri. Non rimprovera Liliane per quello che è successo, giudicando la cosa con un fatalismo a tratti ironico, a tratti condiscendente, dal momento che solo Delaunay è riuscito a vedere chi era davvero.
Se non fosse stato per la macchia rossa nell’occhio, sarebbe cresciuta nella Casa Gelsomino, sia per diventare membro effettivo, sia per passare poi, al 10 anno di vita alla casa più adatta, dopo che il priore avesse pagato il suo mantenimento prima di trasferirla nei loro alloggi.