giovedì 16 maggio 2013

FAMIGLIA DE TREVALION

Famiglia di Azzalle, legata alla stirpe di Ganelon tramite il matrimonio della sorella con Marc De Trevalion.

MARC DE TREVALION

Marito di Lyonette e duca della regione di Azzalle. Di carattere diplomatico e debole, non frena l'ambizione della moglie e viene punito da Ganelon con l'esilio. Malgrado non abbia partecipato alla congiura, non ha mai condiviso la decisione di Ganelon di far passare la flotta di Quintilius La Rousse nel suo tratto di mare. Somigliante a Gaspar De Trevalion, più vecchio e magro. Ha il viso rugoso segnato dall'età e capelli corvini striati di grigio.

LYONETTE DE TREVALION

Molto più giovane di Ganelon di 20 anni. Ha occhi azzurro scuro, come tratto tipico della dinastia reale. Sposa di Marc De Trevalion è nota per il suo temperamento forte e autoritario che le è valso il soprannome di leonessa d'Azzalle. Madre di Baudoin e Bernardette. Quando suo figlio s'invaghisce di Melisande, Lyonette è contraria a questa relazione, arrivando anche a minacciare il figlio prediletto.
Non potendo ereditare la corona, avendo sposato un pari, vuole fare in modo che il trono passi a Baudoin, tramite un matrimonio con Ysandre.
Il fallimento del piano e la scoperta degli accordi con Alba le valgono la condanna a morte. Lyonette sceglie di avvelenarsi.

BERNADETTE DE TREVALION

Sorella di Baudoin e figlia di Lyonette e Marc, ha un carattere molto simile al padre e subisce l'indole dominante della madre. Anche lei, pur sapendo, non ha mai fatto niente per fermare l'ambizione della donna e viene condannata all'esilio ed alla confisca delle terre. In seguito, questo bando sarà ritirato da Ysandre in occasione dell'invasione skaldica. Per garantire la fedeltà delle truppe di Azzalle, Bernardette si fidanzerà con Ghislain De Sommerville.

BAUDOIN DE TREVALION

Figlio primogenito della leonessa di Azzalle, possiede lo stesso temperamento della madre. Ha una schiera militare personale soprannominata i cercatori di gloria. La madre meditava di metterlo sul trono con un colpo di stato ma fallisce. Raggirato da Melisande e tradito dall'amico Isidore d'Ailgemort viene condannato a morte. Muore gettandosi sulla propria spada.
Phedre lo incontra per la prima volta, durante la sua prima partecipazione alla Notte più lunga, dove era il Principe del Sole. Cinque anni dopo Phedre verrà ceduta da Melisande a Baudoin, che ha una relazione con la donna, per una notte d'amore.
Fisicamente ha i colori della dinastia dei Trevalion: capelli neri, occhi grigi e tempestosi, pelle candida.



CASA BRIONIA

CASA BRIONIA



Il motto è una sana piacevole compagnia.
Gli adepti della casa sostengono che quando Naahmah si concesse al re di Persis, fece un buon affare. In memoria di questa versione, gli adepti sono educati nella destrezza negli affari. Phedre, quando parla del padre, afferma che avrebbe tratto indubbiamente molti più vantaggi dalla visita a Casa Brionia, invece di andare nella Casa Gelsomino.
Nella Notte più lunga i membri di questa casa indossano abiti carnevaleschi. I membri della Casa sono talmente abili negli affari che nessuno scommette con loro. Sono assai più abili degli stessi tzigani.
Jacinte, l'amico di Phedre, nasce da un rapporto tra Anasztaizia ed un membro della casa Brionia che aveva vinto, per il piacere del suo patrono, una scommessa con il cugino della donna. Il pegno era di sedurre una vergine tzigana, soddisfacendo così i desideri del suo patrono...e Csavin perde, rovinando sè stesso e la cugina.  Phedre rimane allibita quando lo viene a sapere ed il suo orgoglio angeline vacilla. Gli tzigani non sono tutelati dalle leggi di Elua e questo non protegge Anasztaiza che, di fatto, viene violentata. In questo modo, Casa Brionia non solo ha infranto il precetto di Elua ma si è macchiata di eresia. Ovviamente, tale crimine è rimasto impunito.
Questa scoperta fa vacillare l'orgoglio di Phedre nel suo essere un angeline

Casa Gelsomino

CASA GELSOMINO



La più esotica delle tredici case, Casa Gelsomino, ha come canone di bellezza il piacere e la sensualità. Gli adepti della casa sostengono che sia questa la ragione per cui Naahmah si è concessa al re di Persis. Gli adepti hanno lineamenti bhodistani delicati e leggermente abbronzati ma non troppo.
Il motto della casa è per amore del piacere.
Liliane De Souveraine, la madre di Phedre, ha servito questa Casa prima di sposare il futuro padre della protagonista. La sua famiglia ha svolto il suo servizio presso Casa Gelsomino da generazioni.

lunedì 13 maggio 2013

Casa Eliotropio

CASA ELIOTROPIO



Il motto della casa è "Tu e nessun altro".
Il canone  è la devozione e amore. Gli adepti dellca Casa Eliotropio sostengono che quando Naahmah si concesse al re di Persis, si crogiolò nell'amore come nel sole. Si racconta inoltre che se qualcuno giace con un membro della casa Eliotropio, questi farà credere al patronus di essere il solo ad aver toccato il suo cuore.

domenica 12 maggio 2013

Casa Dalia

CASA DALIA

Il motto di Casa Dalia è la dignità e la regalità. Secondo gli adepti di questa casa, Naahmah si concesse al re di Persis con la stessa dignità di una regina. Juliette, una delle bambine della nursery dove cresce Phedre, verrà presa da questa casa che ha comprato la marque, dopo aver notato il suo atteggiamento, adatto al loro canone.
Nella Notte più lunga, gli abiti d'oro degli adepti di Casa Dalia competono con le vesti chiare ed argentee di casa Cereo.

sabato 11 maggio 2013

CASA CAMELIA


Il canone di Casa Camelia è la perfezione.
Il suo motto è "senza guasto né difetto". Gli adepti della casa cercano la massima perfezione fisica nell'atteggiamento e nell'aspetto. Sostengono che quando Naahmah si presentò al cospetto del re di Persis, la sua perfezione accecò il sovrano per due settimane.
E'la casa dove Phedre ed Alcuin assistono alla rappresentazione. Delaunay sceglie questa casa perché è una delle poche che non hanno legami con Phédre. Il priore di Casa Camelia è Edmonde Noualt.


venerdì 10 maggio 2013

LE TREDICI CASE: ALISSO

ALISSO

innovativa idea regalo per un fiore originale e divertente fiori gadget e alisso bianco
Questa è la prima casa di cui parlerò. L'attributo di bellezza di questa casa è la modestia.
Il motto della casa è: distogliendo gli occhi.
La versione della vicenda di Naahmah e del re di Persis, ripresa da tutte e 13 case è che Naahmah tremò all'idea di giacere con il re per una questione di modestia.
Gli adepti di questa casa partecipano alla "Notte più Lunga" vestiti da sacerdoti e sacerdotesse Yeshuite.


il fiore della sposa per regalare un fiore e una bomboniera originale e innovativa alisso bianco gadget e regalo idee per una festa

giovedì 9 maggio 2013

LE 13 CASE

LE 13 CASE

Per ogni versione della storia di Naahmah, c'è una casa apposita. La Corte della Notte si tramanda questa storia che rappresenta anche il paradigma ideale per spiegare quali pratiche sessuali sono tipiche di una casa piuttosto che di un'altra. Il nome delle case è associato a dei fiori precisi ed è per questo motivo che la corte viene anche chiamata dei fiori notturni.
Ciascuna casa compete con l'altra per sfarzo e perfezione nell'eseguire determinate cerimonie. Le feste che si tengono al loro interno sono note per la ricchezza degli addobbi ma la festa più importante, la notte più lunga rimane appannaggio della Casa Cereo che, rispetto alle altre case ha dei privilegi particolari.
In ogni caso, occorre dire che l'appartenenza ad una casa rappresenta un motivo di orgoglio per gli adepti. Al termine della marque, infatti, l'adepto riceve il diritto di avere come cognome il nome della Casa in cui ha prestato servizio.

esempio. Raphael Murain Gentianm adepto della Casa Genziana. Il nò indica l'adozione.

Le case accolgono tutti gli adepti, come è accaduto alla madre di Phedre al momento del parto. Ciascun edificio ha una propria nursery. Appartenere alle 13 case è un privilegio dal momento che con  il loro operato, gli adepti servono nella sua forma più alta, l'esempio di amore di Naahmah.
Sono una forma di prostituzione sacra e rappresentano una classe d'elite.
Le case si trovano sulla cima della Città di Elua. Sotto di loro vi sono gli edifici meno nobili, come i bordelli aperti anche ai meno abbienti. In un primo momento, le case accoglievano solo la discendenza di Elua...con il loro decadere, però, furono aperte anche ai borghesi, come il padre di Phedre.
Occorre inoltre dire che la competizione tra le 13 case non impedisce loro l'acquisto o la vendita della marque dei non ancora adepti, qualora le caratteristiche di questi non si confanno al canone della casa in cui sono stati cresciuti.

martedì 7 maggio 2013

GLI ADEPTI

La Corte della Notte si comporta come una sorta di gilda, nella quale i riti e le regole vincolano la vita dei suoi membri. Sono norme di corporazione che tutelano anche l'incolumità di chi fa parte della corporazione.
La maggior parte degli adepti entra nelle 13 Case alla nascita, dal momento che sono figli di unioni approvate dalle autorità delle Case. Anche Phedre beneficia della cosa, anche se i suoi genitori si sono sposati contro il volere della massima autorità della Casa.
I bambini vengono ospitati nella nursery, allevati dagli adepti e dalla servitù. Nel frattempo, si comincia ad introdurli alla storia di Elua ed ai principi della sua filosofia. Nel frattempo, questi iniziano ad essere esaminati, valutati secondo il fisico ed il carattere per vedere quale casa è la più idonea.
A 10 anni, comunque il loro destino è deciso ed entrano nella Casa a loro più adatta.
A questo punto, l'apprendimento delle arti amatorie, del canto, della poesia, della musica e di altri elementi che completano l'educazione dell'adepto.
A 13 anni comincia l'apprendistato vero e proprio.
L'adepto comincia lo studio di testi  the Trois Mille Joies, the Ecstatica, the Journey of Naamah, and Emmeline of Eisande's Log of Seven Hundred Kisses che hanno lo scopo di affinare le capacità di seduzione, sia pure ad un livello teorico. L'apprendimento si conclude con una cerimonia sacra, una rappresentazione nella quale due adepti mostrano un rapporto sessuale, mettendo in pratica le cose insegnate nei testi sopra detti.
A 16 anni, l'adepto viene considerato un adulto.
Per lui, comincia il momento di avere il suo primo patronus. Ogni patronus, per avere i servizi dell'adepto, pattuisce l'accordo con la Casa e può concedere un dono all'adepto. Questi, allora, usa la cifra ottenuta per andare dal marquist e cominciare la marque. Una volta, terminata questa, l'adepto avrà terminato il suo debito con Naahmah e può continuare lo studio di adepto o comunque essere libero.

LA CORTE DELLA NOTTE

LA CORTE DELLA NOTTE

INTRODUZIONE

Come ho già detto nel post su Elua, Naahmah si vendeva a degli sconosciuti per permettere ad Elua di sopravvivere e continuare il viaggio. Durante le sue peregrinazioni, questi venne catturato dal Re di Persis e solo l'intervento di Naahmah permise a quest'ultimo di liberarsi.
Esistono varie versioni dell'episodio ed ognuna di queste è fatta propria da una delle case della Corte della Notte. Si tratta di 13 case ed ognuna di esse, a partire dalla versione della storia scelta, attua un diverso modo di amare, a partire dalla versione scelta e dal motto.
E'chiamata anche la corte dei fiori notturni.
Solitamente, la corte si rivolge solo ai discendenti di Elua e dei suoi compagni ma nel libro, Phédre racconta che questa operazione non è più possibile. Anche i ricchi borghesi usufruiscono delle abilità amatorie degli adepti, pagando.
Le regole corporative della Corte, comunque, tutelano i membri che si prestano alle pratiche secondo una logica che ricorda abbastanza il sesso sacro. L'appartenenza ad una casa, piuttosto che ad un'altra, dipende dalle caratteristiche fisiche e dall'indole del soggetto, nato sempre da unioni approvate dalle autorità della Casa di appartenenza. Questo non impedisce che siano d'amore, dal momento che opporsi ai comandamenti dell'amore rappresenta una violazione ai precetti di Elua.



venerdì 3 maggio 2013

ELUA

PREMESSA

In questo post, parlerò della Corte della Notte ma in particolar modo del Beato Elua, figura centrale della religione di Phedre. Si tratta di uno degli elementi più importanti della cultura angeline. Poiché la religione di Terre d'Ange dà un valore sacrale al sesso, esiste un particolare sistema che prevede il rispetto dei precetti del credo degli angeline e una serie di misure che hanno lo scopo di evitare il rischio di empietà, in particolar modo lo stupro.
Il rapporto non consenziente è infatti una violazione del precetto base del messaggio di Elua Ama a tuo piacimento. La Corte della Notte è la massima espressione di questo sistema di valori ed ha una sua genesi.
Andiamo però con ordine, a cominciare dalla religione che sta alla base di questo complicato sistema. L'aspetto religioso è la parte più ostica della saga, forse anche più del sesso che pure ha una sua parte. Ma ora parliamo del culto di Elua.

Il culto di Elua

Per la creazione di questo culto, la Carey ha attinto a varie fonti, soprattutto i vangeli apocrifi che hanno una certa fortuna tra gli americani e gli anglofoni in genere (basta pensare al Codice da Vinci). A questo si unisce anche la mitologia greca e romana.
Elua nasce dal sangue di Yeshua ben Yosef, dalle lacrime della Maddalena e dalla terra che accoglie entrambi. In questo passaggio si evince l'ispirazione al mito di Erittonio. Elua non viene accolto dall'Unico Dio e comincia a viaggiare sulla terra, cantando e lasciando fiori nel punto in cui i piedi toccano la terra. I suoi ideali pacifici non sono accolti da tutti i popoli che lo incontrano ma Elua riesce sempre a salvarsi, compiendo vari prodigi.
Dopo qualche tempo, alcuni angeli decidono di seguire Elua e lo aiutano nel suo viaggio. Naahmah, in particolare, vende il proprio corpo per poter permettere a Elua di sopravvivere. Al termine delle peripezie, Elua e i suoi compagni giungono in Terre d'Ange. Naahmah, Anael, Azza, Shemhazai, Camael, Cassiel, Eisheth e Kushiel rimangono con lui e tutti, tranne Cassiel, seguono il suo insegnamento.
L'Unico Dio invia un messaggero per esortare tutti a desistere dalla condotta, fallendo. Al momento della morte, gli manda uno degli angeli più importanti del suo seguito e gli impone di desistere dal precetto di amare a proprio piacimento.
Elua risponde che non può presentarsi al suo cospetto e che desidera un luogo dove poter vivere con i suoi compagni e le loro famiglie ma l'Unico Dio oppone un rifiuto, dal momento che non esisteva un posto del genere. Interviene allora la Terra e insieme creano TERRA D'ANGE in cielo, corrispondente a quella terrena, dove Elua e i suoi compagni si ritirano.

Osservazioni

Invito tutti a prendere la storia come una storia perché l'aspetto religioso, così combinato, può urtare la sensibilità dei  lettori. Questa mescolanza di cristianesimo, vangeli apocrifi e mitologia può essere un po'disturbante. Chiunque vuole apprezzare questa storia, secondo me, deve ignorare tutto questo ed evitare di pensare che vi sia qualche verità teologica di fondo.
La società angeline è descritta come estremamente tollerante, con la bellezza come unico sistema per di valore al posto del denaro. Pertanto, qualsiasi accusa di blasfemia o simili deve essere smentita ampiamente. E'un racconto fantasy ed i racconti fantasy descrivono altri mondi.
Considerate quindi questo post come una sorta di vademecum, onde evitare orticarie improvvise.

LA FAMIGLIA REALE DI TERRE D'ANGE

FAMIGLIA REALE DI TERRE D'ANGE

PREMESSA

La discendenza delle famiglie nobili di Terre d'Ange ha nelle vene il sangue del Beato Elua e dei suoi compagni che, seguendolo nel suo viaggio, si stabilirono insieme a lui nella terra che poi prese il nome di Ange.
Naahmah, Anael, Azza, Shemhazai, Camael, Cassiel, Eisheth e Kushiel sono gli angeli che seguirono Elua e si stabilirono sulla terra, seguendo il motto Ama a tuo piacimento. Dalla loro unione con la gente del posto, nacquero gli angeline, stirpe da cui deriva anche la nostra Phedre. La bellezza degli angeline è qualcosa che nemmeno l'autrice riesce a spiegare, se non tramite un linguaggio barocco e antiquato.
I nomi sopra detti sono anche quelli delle regioni del regno d'Ange.
Su tutte queste zone, un ruolo preminente è dato dalla Citta di Elua, la capitale.
Passiamo però ai personaggi.


DINASTIA DEI DE LA COURCEL



Hanno come stemma l’immagine di un cigno. Governano la Città di Elua e Terre d’Ange in quanto discendenti diretti di Elua stesso. All’inizio della storia, siede sul trono Ganelon De La Courcel. Il trono passerà alla nipote Ysandre. Il passaggio di successione non sarà indolore, dal momento che l’autorità dei De La Courcel, apparentemente solida, è attraversata dalle pretese delle altre dinastie. Molti Pari del Regno ambiscono al trono, pur non essendone degni. La storia della dinastia è inoltre attraversata da numerosi lutti che hanno ridotto la famiglia reale a tre membri.
Oltre a Ganelon De La Courcel e a Ysandre, c’è Benedicte De La Courcel, sposato con un membro della famiglia reale della Serenissima, gli Stregazza. Questa unione ha privato Benedicte di ogni pretesa di reclamare il trono di Terre d’Ange, anche perché questi ha avuto solo figlie femmine dalla prima moglie. Lo stesso avviene per Lyonette, la sorella minore di Ganelon, che sposa un membro di una famiglia nobile di Azzalle. Hanno tutti occhi color azzurro cupo…a differenza di Ysandre.

Ganelon De La Courcel

Re di Terre d'Ange all'inizio del dardo e la rosa. Anziano ma dall'aspetto autorevole, ha assistito alla serie di lutti che hanno portato la sua stirpe alla situazione di avere come erede la nipote. Phedre lo descrive nel corteo come una sorta di personificazione dell'Inverno.
Come re, è accompagnato da una scorta di Cassiliani, che protegge la sua persona. E'il marito di Genevieve De La Courcel, il padre di Roland De La Courcel, il nonno di Ysandre De La Courcel ed il fratello di Lyonette De Trevalion. Durante la storia, è vittima di due colpi apoplettici, l'ultimo dei quali lo rende, di fatto, incapace di governare. Sarà Ysandre, sua nipote a farlo in sua vece, preparandosi al suo futuro ruolo. Sembra avere un rapporto conflittuale con quest'ultima.

Genevieve De La Courcel

Regina di Terre d'Ange, attualmente deceduta. E'la madre di Roland, cognata di Lyonette De Trevalion e nonna di Ysandre De La Courcel.











giovedì 2 maggio 2013

sangoire

IL SANGOIRE

E'il simbolo della condizione di Phedre. Solo le anguisette possono indossare i mantelli di questo colore. La Carey descrive questo colore, inventato di sana pianta per questo racconto.
E'una sorta di marchio distintivo e compare anche alla fine del romanzo, quando Melisande fa avere a Phedre il mantello. Rappresenta anche il momento in cui la protagonista rientra in servizio, mettendo in campo tutte le sue abilità amatorie.
Anafiel Delaunay, dopo aver scoperto della vera identità di Phedre, grazie alla sua erudizione ed alle ricerche tra i tintori, riesce a trovare il colore adatto.
La particolarità del tono ed il fatto che le anguisette, fino a Phedre, non ci fossero la dice lunga sulla rarità della protagonista. Nemmeno la priora di Casa Cereo riesce ad individuarla, limitandosi a prendere atto del difetto fisico di Phedre.
Il colore ha un valore simbolico e quasi sacrale, nella più fedele tradizione della saga, dove il sacro è strettamente legato all'erotismo. Un tono scuro ed esclusivo solo delle anguisette, le sole delle adepte che possono dare quel tipo di piacere, non alla portata di tutti.
Un rosso così scuro da sembrare nero, come il sangue versato in una notte senza luna dice la Carey.