lunedì 16 settembre 2013

I MAC CONOR



I MAC CONOR

Giumenta Bianca della dinastia dei fratelli Dalriada

E’la dinastia della Giumenta Bianca di Eire. Come tutti i Cruithne, segue la tradizione matriarcale e governa i suoi territori per via di una concessione che la stirpe del Cinghiale Nero ha fatto a suo tempo. Alleati del Cullach Gorrym che ha permesso loro di continuare a prosperare, vincolo che si è rafforzato al fratello di Nechtana e padre, secondo i cruithne, di Drustan (sul piano del diritto, ovviamente) che ha rispettato l’antica promessa di Cinhil Ru ai dalriada, il dalriada hanno ospitato la famiglia di Nechtana al momento del colpo di stato della moglie del cruarch.
Al momento della storia, sono al potere i gemelli Dalriada, Grainne Mac Conor e Eamonn Mac Conor. Il loro aiuto sarà fondamentale a Drustan per riprendersi il trono, anche se tutto questo necessiterà di tempo. Il disaccordo dei due regnanti ritarda tutto…e ci vorrà l’arrivo di una certa anguisette a risolvere la cosa. La sede dell’autorità reale riprende quella del Tea Muir, in Eire, dove risiede il sommo re di quell’isola. Ne consegue che si tratta di un distaccamento eirano. L’edificio  è in pietra, intonacato e con tetto di paglia, assai imponente. Sette porte permettono l’accesso ma la scelta di ciascuna di esse dipende dal rango di chi entra. La porta del Sole rappresenta l’ingresso più alto per gli ospiti. Sopra di esso c’è la porta della Giumenta Bianca, alla quale possono accedere solo i discendenti diretti di Tea Muir. I due fratelli siedono su due troni contigui, segno dell’equa divisione del potere dei due che, come tutti i gemelli, altro non sono che due facce della stessa medaglia.

domenica 15 settembre 2013

lingue del primo libro della trilogia



LINGUE DEL PRIMO LIBRO DELLA TRILOGIA

·                     Angeline: la lingua di Terre d’Ange. E’usata per molte opere e sembra alle orecchie di chi non è angeline, molto musicale.
·                     Caerdicci: E’la lingua della Caerdicci Unitas. Dopo la caduta di Tiberium, rappresenta uno degli elementi d’unione per tutte le città della zona. Viene usata da Drustan per comunicare con Ysandre al loro primo incontro. In seguito, il principe migliora la sua abilità e sarà utile per il futuro incontro con Phedre, ambasciatrice di Terre d’Ange. Ispirato al latino. Drustan lo conosce per questioni di rango ma, prima di essere cacciati da Cihil Ru, mitico condottiero cruithnte, anche il suo popolo ha avuto dei contatti con l’impero Caerdicci.
·                     Skaldico: Ha suoni molto aspri, che Phedre fatica a riprodurre. Delaunay gli impartisce le prime lezioni, insieme al caerdicci e queste nozioni saranno utili quando sarà prigioniera di Waldemar Selig. Tra le altre cose, i suoi poemi hanno argomenti principalmente guerreschi. (Nota: evidentemente, l’autrice si ispira al tedesco. Il primo poema in lingua tedesca è infatti Il Cantare dei Nibelunghi, che parla soprattutto di duelli e battaglie.
·                     Cruithne: La lingua del popolo di Drustan. Phedre la parla un po’ grazie a Delaunay e, a partire da questa sicurezza, proverà a imparare l’eirano.
·                     Eirano: La lingua dei dalriada. Non ha avuto contatti con il caerdicci e porta molte difficoltà a Phedre che comunque la imparerà, durante il soggiorno presso i fratelli Dalriada.
·                     Elleno: La lingua che Phedre comincerà a studiare alla fine della vicenda del primo libro, insieme alla lingua dei yeshuiti. Ritiene infatti che sia un’utile chiave per liberare il Signore dello Stretto dal gis e di conseguenza, salvare Hyacinte da questa prigionia.


FRATELLO LOUVEL



FRATELLO LOUVEL

Sacerdote di Elua, rappresenta la prima infatuazione di Phedre che, ancora bambina, fantastica di potersi donare a lui.
Molto bello, ha gli occhi color dell’oceano profondo ed i capelli, biondi, sono tenuti legati in una treccia. Un tempo era adepto della Casa Genziana che, tra le tante cose, è specializzata nello studiare il significato dei sogni. Un patrono comprò la sua marque per permettergli di seguire liberamente i suoi sogni mistici. L’insegnamento ai bambini è tra queste cose. Ogni settimana, si recava a raccontare la storia ai bambini di Casa Cereo la storia di Elua. Un giorno, donò loro degli anemoni tenuti da una spilla, come regalo per l’ultima lezione.
Grazie a questa spilla, Phedre sperimenta per la prima volta la sua capacità di provare piacere nel dolore.

ROXANNE DI MERELIOT




ROXANNE DE MERELIOT

Signora di Marsilikos e del territorio eisandine. Ha una bellezza sontuosa e tornita, pur non essendo più giovane. Ha capelli neri come il carbone che lasciano intravedere qualche filo bianco. Gli occhi scuri sono intelligenti e gentili, tanto da attirare le simpatie di Phedre. In passato ospitò Delaunay quando era piccolo, in quanto era legata da una profonda amicizia con sua madre, Sarafiel Delaunay. Grazie a lei, sappiamo che la scelta del nome del mentore di Phedre è dovuta alla leggenda di Elua e del suo amore per il pescatore Delaunay.

domenica 8 settembre 2013

ISIDORE D'AIGLEMORT




ISIDORE D'AIGLEMORT

Giaguarondi, ovvero la maschera d'Isidore alla Notte più lunga   
Figlio di Maislin d’Aiglemort, duca di Camlach, come tutti i discendenti di Camael, ha uno spirito bellicoso e propenso alle armi. Guerriero incallito, magro e dall’occhio acuto, compare alla Notte Più Lunga con una maschera di giaguarondi. Ha occhi neri e spietati. Amico di Baudoin, viene trascinato nelle trame di Melisande e spinto a tradire il figlio della Leonessa d’Azzalle, quando questi viene processato per alto tradimento.
Cospira con Melisande ed è coinvolto nell’assalto armato alla casa di Delaunay, dove si salvano solo Phedre e Joscelin. E’lui a fare in modo di vendere i superstiti agli skaldi, convinto che non si sarebbero salvati. Durante l’attacco degli skaldici a Terre d’Ange, pensa di allearsi con gli invasori e rovesciare così la dinastia dei De La Courcel. Phedre, però, gli rivela che questa convinzione non è altro che un inganno di Melisende. Selig non sarebbe mai stato suo alleato. Compreso il raggiro, Isidore, pentito per le sue azioni e innamorato in fondo della propria terra, decide di vendicarsi di Melisande e di Selig, imputando a loro la colpa del tradimento di Baudoin e il disonore di cui si è macchiato (E’stata Melisande a spingerlo al tradimento, facendo leva sul rapporto d’amicizia d’Isidore con la sua famiglia). Ha inoltre eliminato I Cercatori di Gloria, mandati dai Trevalion per un’azione di disturbo.Nello scontro decisivo contro gli skaldi, sferra quindi un attacco suicida con le sue truppe e affronta Waldemar Selig in uno duello mortale, dove trovano la morte entrambi. La storia sarà inserita nel poema di Thelesis. Ha capelli pallidi e lucenti, tanto da portare gli skaldi ad affibbiargli il nome di Kilberhaar, “Capelli d’argento”. Paga in oro sonante gli skaldi per razziare i villaggi angeline ed è alleato di questi. Una volta scoperto il suo tradimento, Ysandre fa chiudere le frontiere di Camlach e chiude i viveri per i suoi uomini. Sapendo di essere stato tradito da Melisande di cui si fidava, essendo cresciuto presso di loro, e di essere segnato per le conseguenze del suo gesto, sceglie di morire usando la sua spada, la spada di Camlach per vendicarsi uccidendo Waldemar Selig. Morirà sul campo di battaglia, riscattando il suo onore.

Nota: Per via della sua condizione di traditore, non è ben visto dagli altri personaggi e deve a Phedre la possibilità di avere una morte dignitosa. E'lui a scoprirla mentre tenta di raggiungere la capitale, passando le linee nemiche, per informare la regina dell'arrivo del suo promesso sposo ma non le impedirà di attuare i suoi propositi, malgrado sia una missione suicida. Si rivela un personaggio assai determinato e dignitoso e Phedre lo rispetterà, malgrado sappia che è responsabile della morte del suo mentore. 
Sarà lei a dare l'estremo saluto a Isidore in punto di morte, rasserenandolo sul fatto che Kushiel lo ha già perdonato con la sua punizione.