lunedì 2 dicembre 2013

GLI SKALDI

GLI SKALDI



Sono la minaccia esterna che mina alla sicurezza di Terre d’Ange. Tenuti a bada dalle truppe Cameline, rappresentano un pericolo nel momento in cui si riuniscono sotto un unico condottiero Waldemar Selig. Popolo guerriero e molto primitivo, rispetto agli angeline e anche agli stessi cruithne, sono divisi in steadings, indipendenti gli uni dagli altri. La loro unità culturale non è accompagnata da quella politica.Non hanno una scrittura scritta e si raccontano le storie oralmente.
Hanno una società dove le donne occupano un ruolo minoritario, malgrado possano dire la loro in assemblea (hanno, insomma, più privilegi di una donna tzigana che, in confronto, ha davvero ben poco potere e possibilità di rivalsa). I loro onori derivano dalla fama dei parenti e questo consente loro una relativa indipendenza, come è il caso di Hedwig. Non hanno schiavi veri e propri ma servi, come si vede nel post seguente.
Jacqueline Carey per creare questo popolo, si è ispirata alla civiltà scandinava ma anche a quella longobarda. L’holmgang è una ripresa dell’ordalia e dei duelli di Dio che servivano a risolvere giuridicamente le controversie presso quest’ultimo popolo. La mancanza di leggi scritte, poi, è una ripresa della cultura orale dei longobardi (fino all’editto di Rotari).
Le rune, invece, sono una ripresa celtica ma sono usate anche presso gli scandinavi. Quanto alla figura del condottiero che guida gli skaldi, penso che il personaggio storico che ha ispirato Waldemar Selig, sia Attila degli Unni (che hanno uno stile di vita e tradizioni simili). Gli skaldi del libro risiedono in quella che per noi è la Germania, un territorio molto freddo e ostile. Altra fonte potrebbe essere Vercigetorige, almeno per quanto riguarda la precarietà del suo ruolo. Morto lui, crolla l’intero esercito che marciava contro Roma.

STEADING

E’il nome dei villaggi degli skaldi. Questa popolazione vive in piccole tribù ma non ha mai costituito un unico stato…fino all’arrivo di Waldemar Selig. Gli skaldi sono uno popolo assai bellicoso che spesso ha mirato a Terre d’Ange per fare le sue razzie, finendo con l’essere respinti dagli abitanti di Camlach.
Lo stesso Roland li ha affrontati, cadendo sul campo di battaglia, nella famosa Battaglia dei Tre Principi. La resistenza angeline ha comunque spesso ridimensionato le loro mire espansionistiche. Gli skaldi vivono in un ambiente freddo ed ostile, spesso coperto di neve.
Gli steading sono formati da un gruppetto di casette ed un grande edificio comune. Hanno una cultura molto severa, essendo essenzialmente guerrieri.
Indossano pellicce per proteggersi dal freddo e sono molto muscolosi. Montano cavalli dal pelo ispido per spostarsi.
Pieno di attività, lo steading è retto dai thanes, una classe di guerrieri, che governa direttamente i campi esterni. Questi sono coltivati dai carls, una sorta di servi della gleba che, in cambio di questo, pagando una decima del raccolto ai thanes, ottengono protezione e sostentamento. Quando il capo dello steading ed i thanes sono fuori a fare razzie, passano il loro tempo a scommettere in gare di forza e di canto, oppure a far baldoria nella casa comune.
Non hanno una vera e propria scrittura, a parte un sistema simile alle rune, che viene ritenuto un dono degli dei. Tendono poi ad essere molto sentimentali. Fino a quel momento, non rappresentavano una vera e propria minaccia. Si limitavano a delle scorribande a scopo di rapina, prendendo ostaggi che poi venivano riscattati. Sono divisi in steading, ciascuno con un loro capo, cosa che indebolisce la loro pericolosità. Tutto cambia nel momento in cui tutti i villaggi si riconoscono in un unico condottiero, Waldemar Selig, il quale, vedendo la ricchezza di Terre d’Ange, mira ad impossessarsene.
La promessa di questa ricchezza e la presenza di due traditori, Melisande e D’Aiglemort, renderanno possibile la realizzazione di questo proposito, preparando la strada all’invasione di Terre d’Ange e all’assedio della Città di Elua.


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