giovedì 26 dicembre 2013

tzigani

TZIGANI

Sono una minoranza presente nel regno di Terre d’Ange. E’concentrata in particolare a Marsilikos ma è disseminata un po’ ovunque. Il censimento di questa comunità non è mai stato fatto perché nessuno degli tzigani ama dare informazioni su di sé. Gli angeline li guardano con un po’ di diffidenza, senza mai essere intolleranti verso di loro. Sono molto abili nell’allevare i cavalli e nel commercio. La fiera dell’Hippocamp è l’occasione per Phedre di poter avere il trasporto fino a Kusheth.  Il loro dialetto è per Phedre qualcosa di misterioso., poiché è angeline misto a qualcos’altro. Nemmeno Delaunay riuscì a considerare lo tzigano una lingua.
Vivono su dei carri coperti, dalle tende colorate.
Le donne indossano abiti distinti a seconda che siano nubili o sposate: nel primo, portano i capelli sciolti mentre nel secondo indossano una velo. Apparentemente sfacciate, fingono solamente di esserlo.
La cultura tzigana tiene in grandissima considerazione la questione della verginità. La virtù nella loro morale può essere persa in moltissimi modi, come sostiene la ferocissima legge della laxta. La virtù della donna tzigana deve essere incontaminata e questo spinge il gentil sesso di questo popolo a osservare un rigido codice di comportamento. La laxta è fondamentale per una donna tzigana perché ne determina il valore. Una delle colpe maggiori è quella di mischiare il prezioso sangue tzigano con un gadje, ovvero una persona non appartenente al loro popolo. Si dividono in kumpanie, una sorta di famiglie allargate. Il nonno di Jacinte è il patriarca e re degli tzigani.

Tendono a sposarsi molto giovani e, tra le altre cose, hanno il divieto di toccare le schiave sotto contratto. Sono soliti portare mantelli color zafferano.

sabato 21 dicembre 2013

GUNTER

Continuo con il capitolo riservato agli skaldi.

STEADING DI GUHNTER

GUNTER ARNLAUGSON dei MARSI

E’colui che detiene il comando dello steading grazie alla forza delle armi e che ha comprato Phedre e Joscelin dalle mani degli uomini d’Isidore d’Aiglemort. Molto più alto degli altri uomini del suo popolo. Ha i capelli gialli legati in una fascetta di bronzo ed i baffi svolazzanti. Per domare la ribellione di Joscelin, dopo che questi ha tenuto occupati ben otto dei suoi uomini, lo lega al cavallo di uno dei suoi, costringendolo a correre dietro di loro fino allo steading. In seguito, lo fa dormire nel canile.
E’ un buon capo. Rispetta fedelmente il codice di leggi skaldiche (trasmesse oralmente e che conosce a memoria) ed ascolta due volte alla settimana, tutte le lamentele, giudicando con la massima imparzialità possibile. Impedisce agli altri skaldi di usare Phedre, mettendo bene in chiaro che è una sua proprietà privata.
In ogni caso, la sua autorità si basa sul fatto che è un ottimo guerriero e, malgrado tutti riconoscano il suo ruolo, non è il capo in senso ufficiale. Per questo motivo, ha più volte chiesto la mano della figlia del precedente capo dello Steading, finendo con l'essere rifiutato tutte le volte. Hedwig non vuole perdere il potere riconosciutole dalla memoria paterna ma è comunque vero che Gunter la rispetta troppo per forzarla. La ama ma non si sa se è ricambiato.
E’molto vigoroso, come tutti gli skaldi ed ha un carattere rozzo e spaccone…ma non è crudele.
La sua stanza è di semplice legno, con un rozzo letto coperto di pelli  ed un insieme di armi e oggetti vari impilati in un angolo. Passa il suo tempo a cacciare e a controllare le proprietà dei carls.
Conosce perfettamente i piani di Selig ed il fatto che stanno facendo credere a D’Aiglemort di poter rovesciare la monarchia di Terre d’Ange e prendere il comando con i suoi Cercatori di Gloria al posto dei De La Courcel. Prende Phedre come schiava personale e rimane colpito dalla sua capacità di soddisfare il proprio amante di turno e, per soddisfare il suo ego, le nasconde parte delle usanze, come il fatto che i servi non si inginocchiano in loro presenza. L’anguisette lo disprezza profondamente per il modo in cui la tratta e per le sue maniere barbare ma non abbastanza da odiarlo davvero. Ha intuito che Gunter è innamorato perso di Hedwig (tanto da rispettare la sua autorità, dovuta alla memoria del padre di lei, precedente capo villaggio) e che per tre volte, ha tentato di chiederla in moglie, finendo con l’essere sempre rifiutato da questa. Decide così, per migliorare la condizione in cui si trova Joscelin, che è stato chiuso in un canile, d’insegnargli un po’delle sue arti per aiutarlo a conquistare la donna. Non si sa come andrà a finire. Gunter donerà in seguito Phedre a Waldemar Selig, insieme al cassiliano (pur non comprendendo i costumi angeline, ne viene messo al corrente e, intuendo che il sacerdote guerriero poteva essere utile, lo lascia vivere insieme alla prescelta di Kushiel). Poco dopo parteciperà alla guerra di Selig…ma non è chiaro quale sia la sua sorte.
Malgrado tutto, Phedre spera che si sia salvato. Per quanto fosse alieno dai suoi costumi di angeline, non era una cattiva persona…e questo lo comprende meglio quando si trova faccia a faccia con il capo degli skaldi Selig. Stando accanto a Gunter, tuttavia, Phedre, comprende il peso delle azioni di Naahmah, costretta a giacere con estranei per amore di Elua. In ogni caso, questo skaldico si dimostra meno cattivo del previsto.


Nota: Gunter non è il primo skaldico con cui ha a che fare Phedre. Nei suoi primi anni di vita, durante la disastrosa carovana che portò le finanze dei genitori al collasso, è stata protetta da uno skaldico,  a cui si affezionò. Questi poi dovette andarsene, per tornare dalla sua famiglia e venne pianto dalla protagonista che aveva perso così il suo amico. Lo skaldico aveva in patria una figlia della sua età.

lunedì 2 dicembre 2013

GLI SKALDI

GLI SKALDI



Sono la minaccia esterna che mina alla sicurezza di Terre d’Ange. Tenuti a bada dalle truppe Cameline, rappresentano un pericolo nel momento in cui si riuniscono sotto un unico condottiero Waldemar Selig. Popolo guerriero e molto primitivo, rispetto agli angeline e anche agli stessi cruithne, sono divisi in steadings, indipendenti gli uni dagli altri. La loro unità culturale non è accompagnata da quella politica.Non hanno una scrittura scritta e si raccontano le storie oralmente.
Hanno una società dove le donne occupano un ruolo minoritario, malgrado possano dire la loro in assemblea (hanno, insomma, più privilegi di una donna tzigana che, in confronto, ha davvero ben poco potere e possibilità di rivalsa). I loro onori derivano dalla fama dei parenti e questo consente loro una relativa indipendenza, come è il caso di Hedwig. Non hanno schiavi veri e propri ma servi, come si vede nel post seguente.
Jacqueline Carey per creare questo popolo, si è ispirata alla civiltà scandinava ma anche a quella longobarda. L’holmgang è una ripresa dell’ordalia e dei duelli di Dio che servivano a risolvere giuridicamente le controversie presso quest’ultimo popolo. La mancanza di leggi scritte, poi, è una ripresa della cultura orale dei longobardi (fino all’editto di Rotari).
Le rune, invece, sono una ripresa celtica ma sono usate anche presso gli scandinavi. Quanto alla figura del condottiero che guida gli skaldi, penso che il personaggio storico che ha ispirato Waldemar Selig, sia Attila degli Unni (che hanno uno stile di vita e tradizioni simili). Gli skaldi del libro risiedono in quella che per noi è la Germania, un territorio molto freddo e ostile. Altra fonte potrebbe essere Vercigetorige, almeno per quanto riguarda la precarietà del suo ruolo. Morto lui, crolla l’intero esercito che marciava contro Roma.

STEADING

E’il nome dei villaggi degli skaldi. Questa popolazione vive in piccole tribù ma non ha mai costituito un unico stato…fino all’arrivo di Waldemar Selig. Gli skaldi sono uno popolo assai bellicoso che spesso ha mirato a Terre d’Ange per fare le sue razzie, finendo con l’essere respinti dagli abitanti di Camlach.
Lo stesso Roland li ha affrontati, cadendo sul campo di battaglia, nella famosa Battaglia dei Tre Principi. La resistenza angeline ha comunque spesso ridimensionato le loro mire espansionistiche. Gli skaldi vivono in un ambiente freddo ed ostile, spesso coperto di neve.
Gli steading sono formati da un gruppetto di casette ed un grande edificio comune. Hanno una cultura molto severa, essendo essenzialmente guerrieri.
Indossano pellicce per proteggersi dal freddo e sono molto muscolosi. Montano cavalli dal pelo ispido per spostarsi.
Pieno di attività, lo steading è retto dai thanes, una classe di guerrieri, che governa direttamente i campi esterni. Questi sono coltivati dai carls, una sorta di servi della gleba che, in cambio di questo, pagando una decima del raccolto ai thanes, ottengono protezione e sostentamento. Quando il capo dello steading ed i thanes sono fuori a fare razzie, passano il loro tempo a scommettere in gare di forza e di canto, oppure a far baldoria nella casa comune.
Non hanno una vera e propria scrittura, a parte un sistema simile alle rune, che viene ritenuto un dono degli dei. Tendono poi ad essere molto sentimentali. Fino a quel momento, non rappresentavano una vera e propria minaccia. Si limitavano a delle scorribande a scopo di rapina, prendendo ostaggi che poi venivano riscattati. Sono divisi in steading, ciascuno con un loro capo, cosa che indebolisce la loro pericolosità. Tutto cambia nel momento in cui tutti i villaggi si riconoscono in un unico condottiero, Waldemar Selig, il quale, vedendo la ricchezza di Terre d’Ange, mira ad impossessarsene.
La promessa di questa ricchezza e la presenza di due traditori, Melisande e D’Aiglemort, renderanno possibile la realizzazione di questo proposito, preparando la strada all’invasione di Terre d’Ange e all’assedio della Città di Elua.


martedì 12 novembre 2013

Yeshuiti

YESHUITI

Possono essere considerati simili agli ebrei, quanto a minoranza. Seguono la religione dell’Unico Dio e considerano Cassiel, ispiratore dell’ordine omonimo, un Apostata, che decise di dannarsi per diventare Il Compagno Perfetto di Elua. La loro lingua verrà considerata da Phedre la via per liberare Hyacinte ed Il Signore dello Stretto.
Hanno dei peyot, lasciati lunghe e penzolanti dove il resto dei capelli è raccolto alla nuca. Si muovono su carri e, talvolta, malgrado la tolleranza di Terre d’Ange, sono oggetto di persecuzione.

Taavi
Tessitore Yeshuita che aiuta Phedre e Josceline a fuggire agli  skaldi, ospitandoli sul carro. Insieme alla moglie Danele che sono stati cacciati dal loro villaggio, situato a Camlach perché considerati causa dell’epidemia. In realtà, la colpa è di un malato proveniente dalla Città di Elua. La sua famiglia si era inserita una generazione prima per colmare la mancanza di tessitori e tintori in quella zona. Ospita i due senza fare loro delle domande. Ha due figlie, Rena e Maia di sei e otto anni.

Danele
Descritta come dolce e intelligente, convince il marito a soccorrere Phedre e Josceline, proteggendoli dalle persone che danno loro la caccia. Riconosce in Josceline un cassiliano, discendente dell’unico dei Compagni di Elua che abbia rinnegato all’amore profano, e quindi ben visto presso di loro. E’la madre di Rena e Maia.


SETH BEN YAVIN
E’un giovane studioso yeshuita che viene assunto da Phedre per poter imparare la cultura dei gesuiti. Per poter liberare il Signore dello Stretto e il suo amico Jacinte, Phedre decide di conoscere la cultura di questo popolo, convinta che sia l’unica via per sciogliere la maledizione. Caparbio nel suo insegnamento, si dimostra comunque assai timido, balbettando e arrossendo in presenza di Phedre. Con il tempo, comunque, si abitua ad avere come allieva un’anguisette.

giovedì 24 ottobre 2013

Caerdicci Unitas

 
CAERDICCA UNITAS
 
 
Nel libro, questo luogo ha poco spazio.
All'epoca del racconto, Caerdicca Unitas non è altro che una piccola confederazione di città-stato, di cui le più famose sono Milazza e La Serenissima. In passato, sotto il regno di Tiberium, aveva conosciuto una grande espansione ma non è mai riuscita a conquistare Alba, grazie alla resistenza della popolazione. In ogni caso, attualmente, ha perso molto del suo potere politico ed anche il suo peso si è ridimensionato. La frammentazione interna rende poi impossibile attuare una difesa efficace contro gli skaldi. Infatti si ha notizia di qualche accordo tra gli skaldi e la città di Milazza per questioni di sicurezza e di confine.
 
Autorità principale: Dopo la caduta di Tiberium, nessuna delle città stato riesce ad avere la meglio l'una sull'altra. Ognuna di loro ha interessi divergenti. Spiccano La Serenissima che vantano peraltro un'alleanza matrimoniale con la dinastia regnante di Terre d'Ange.
Attività di spicco:  Principalmente commercio e la cultura. Il caerdicci è ancora considerata come una lingua veicolare di assoluto rilievo, tanto da essere usata da Drustan e Ysandre al momento del loro primo incontro.


lunedì 21 ottobre 2013

I patroni


I PATRONI

In questo post, malgrado tutto, vorrei parlare dei patroni.
Nel mondo di Terre d'Ange, sesso e religione costituiscono un unico corpo. Come ho già accennato negli altri post, Jacqueline Carey è influenzata dalla cultura classica in modo maggiore rispetto a quanto ci si aspetta. La questione dei patroni è un degno esempio.
La consacrazione a Naahmah che avviene attraverso una particolare cerimonia presso il santuario della casa o il tempio stesso della dea, preannuncia la prima assegnazione.

PRIMA ASSEGNAZIONE

La prima assegnazione avviene intorno ai 16 anni ed è il momento che indica il passaggio al servaggio della dea vero e proprio. Dopo la cerimonia, ha luogo una lunga contrattazione su chi debba essere il primo patrono dell'adepto. Spesso e volentieri, ha luogo una vera e propria asta delle verginità dell'interessato, alla quale partecipano buona parte dell'aristocrazia ma anche semplici borghesi.
Le cifre variano a seconda della rarità e del particolare talento del protagonista della tratta. Alcun venne comprato da Vitale per una cifra astronomica, per via della sua rarità. Phedre, invece, dato il suo talento particolare, ha ottenuto una cifra irrisoria, rispetto al fratello adottivo.
Il prezzo della prima assegnazione comunque non costituisce un elemento determinante. Come succede per Phedre, il suo valore aumenta di prestazione in prestazione.
Le assegnazioni sono tutte certificate con contratti prestabiliti e chi richiede le abilità dell'adepto, se soddisfatto della prestazione, può donare qualcosa di valore a quest'ultimo. Tale somma è proprietà dell'adepto stesso e viene generalmente usata per tracciare la marque. Il dono non è un obbligo ma è comunque una prassi consigliata, per questioni di prestigio. Infatti la somma donata all'adepto diventerà parte della marque e, come Naahmah era solita graffiare la schiena degli amanti che la soddisfacevano maggiormente, così questi, donando denaro per la marque, seguono le orme di Naahmah e diventano patroni.
Anche una volta conclusa la marque, rimarrà comunque un legame tra l'adepto e il patrono, quasi da pari a pari e sarà a completa discrezione del primo donare i propri favori al secondo.
Essere un patrono è un grande onore ma non è alla portata di tutti.
Ciò che distingue il patrono da un normale cliente è il fatto che faccia o meno un dono. Vitale si attiene a questa regola ma non fa un regalo di valore ad Alcuin perché non è certo di poterlo avere anche dopo, nel caso in cui la marque venisse completata.

domenica 20 ottobre 2013

La Marque

LA MARQUE

La marque è un altro dei concetti che fanno parte del mondo di Terre d'Ange. Si racconta che Naahmah era solita lasciare con gli artigli dei segni sulla schiena degli amanti che la soddisfacevano in particolar modo. Da questa storia, deriva l'abitudine di tatuare la schiena dei servi di Naahmah.
Nell'immagine sopra sono presenti i tatuaggi della Corte della Notte.
Come possiamo vedere, il disegno varia da Casa a Casa ma è uguale per ogni membro della stessa. Quando l'adepto riceve dal patrono un dono, oltre al prezzo della prestazione, lo usa per la prosecuzione del disegno della marque, prestabilito ben prima della prima assegnazione.
Sono spesso cifre considerevoli ma il valore tenuto maggiormente in considerazione dagli angeline è del resto la bellezza. Come succede per Alcuin, il dono non è un dovere del patrono, per quanto sia caldamente consigliato ed è vietato all'adepto chiedere al patrono la cifra dell'intera marque come dono supplementare della prestazione.
E'un tabù che può essere rimediato tramite riti purificatori presso il tempio di Naahmah.



Questi sono alcuni dei disegni che ho trovato sul web, per la precisione al sito http://www.deviantart.com/art/Cereus-Marque-40963326

In linea di massima, l'iconografia delle marque delle Case offre un disegno standard ed è obbligatoria per tutti gli adepti che ne fanno parte. Indica l'appartenenza, come se fossero un casato, una famiglia più che una corporazione. In ogni caso la marque non rappresenta una prerogativa della sola Corte della Notte. Non tutti i servi di Naahmah devono necessariamente farne parte, anche se è la  prassi più diffusa. Basta consacrarsi a Naahmah, anche se poi l'educazione specifica degli adepti è particolarmente approfondita lì e, d'altra parte, le regole corporative basilari sono seguite anche dagli adepti che non appartengono alle case specifiche. In questo caso, la marque diventa unica e personalizzata, come succede a Phedre e Alcuin.

Liliane De Souveraine

Liliane de Souveraine

Non so perché ma mi immagino Liliane a questo modo.

Provenienza : Casa Gelsomino

E’la madre di Phedre ed è un’adepta di Casa Gelsomino. La sua famiglia serve questa casa da generazioni e pare avere nelle vene sangue bhodistano. Ha 19 anni quando lascia questo luogo, per sposarsi con il padre di Phedre, Pierre Cantrel, un mercante.
Il suo aspetto rispecchia degnamente il canone della Casa. Ha la pelle color del miele, capelli come l’ebano e d grandi occhi scuri simili a perle nere. Pierre Cantrel si innamora di lei, ricambiato e, come accade nella gilda, i due innamorati chiedono la benedizione della priora.Quest’ultima però nega, giudicando una simile unione male assortita.
Liliane allora lascia la casa insieme a Pierre. Avendo terminato la marque, era libera di farlo.
I due si sposano alla presenza di un sacerdote di Elua e poco dopo nasce Phedre. Il suo aspetto, tuttavia, delude un po’ la coppia, perché il suo aspetto non rientra in nessuno dei canoni delle Case della Corte della Notte.
Dopo una disastrosa carovana, che non offre i guadagni previsti, nella quale peraltro Liliane, in quanto adepta, è oggetto delle richieste di aspiranti patroni, i due si trovano costretti a vendere Phedre, soprattutto dopo che Liliane rimane nuovamente incinta.
A causa dei rifiuti passati e poiché il padre di Pierre, per la nuova missione, pretende che versino una caparra, soldi che non possiedono, si trovano costretti a vendere Phedre. Liliane e Pierre sono molto riluttanti alla cosa. Speravano che diventasse un’adepta della Corte della Notte e che, così facendo, ricevessero una decima dei guadagni della figlia, cresciuta ed educata teneramente alla pratica di Naahmah in una delle case…ma l’aspetto della protagonista pone fine a queste speranze. Liliane partorisce la figlia nella casa Gelsomino ma non può affidarla alle cure della priora perché l’aspetto di Phedre non la rende adatta alla casa.Per garantire il meglio, allora, Liliane va dalla priora di Casa Cereo e, dopo una contrattazione impari e umiliante, dove la priora schernisce la giovane, vende Phedre con una somma inferiore a quella che si aspettava, con la condizione di dimenticarsi della bambina e di considerare come figlio proprio, solo quello che aveva in grembo in quell’occasione. Inoltre le impone di lasciare la città, dopo averle dato la bambina.
Phedre ha pochi ricordi della madre ma non ha alcun biasimo nei suoi confronti. La ricorda insieme al padre come una coppia innamoratissima ma che, malgrado ciò, le ha comunque voluto bene. Non li condanna per averla ceduta alla priora, anche se ammette che erano piuttosto ingenui nel fare i calcoli futuri. Non rimprovera Liliane per quello che è successo, giudicando la cosa con un fatalismo a tratti ironico, a tratti condiscendente, dal momento che solo Delaunay è riuscito a vedere chi era davvero.
Se non fosse stato per la macchia rossa nell’occhio, sarebbe cresciuta nella Casa Gelsomino, sia per diventare membro effettivo, sia per passare poi, al 10 anno di vita alla casa più adatta, dopo che il priore avesse pagato il suo mantenimento prima di trasferirla nei loro alloggi.


lunedì 16 settembre 2013

I MAC CONOR



I MAC CONOR

Giumenta Bianca della dinastia dei fratelli Dalriada

E’la dinastia della Giumenta Bianca di Eire. Come tutti i Cruithne, segue la tradizione matriarcale e governa i suoi territori per via di una concessione che la stirpe del Cinghiale Nero ha fatto a suo tempo. Alleati del Cullach Gorrym che ha permesso loro di continuare a prosperare, vincolo che si è rafforzato al fratello di Nechtana e padre, secondo i cruithne, di Drustan (sul piano del diritto, ovviamente) che ha rispettato l’antica promessa di Cinhil Ru ai dalriada, il dalriada hanno ospitato la famiglia di Nechtana al momento del colpo di stato della moglie del cruarch.
Al momento della storia, sono al potere i gemelli Dalriada, Grainne Mac Conor e Eamonn Mac Conor. Il loro aiuto sarà fondamentale a Drustan per riprendersi il trono, anche se tutto questo necessiterà di tempo. Il disaccordo dei due regnanti ritarda tutto…e ci vorrà l’arrivo di una certa anguisette a risolvere la cosa. La sede dell’autorità reale riprende quella del Tea Muir, in Eire, dove risiede il sommo re di quell’isola. Ne consegue che si tratta di un distaccamento eirano. L’edificio  è in pietra, intonacato e con tetto di paglia, assai imponente. Sette porte permettono l’accesso ma la scelta di ciascuna di esse dipende dal rango di chi entra. La porta del Sole rappresenta l’ingresso più alto per gli ospiti. Sopra di esso c’è la porta della Giumenta Bianca, alla quale possono accedere solo i discendenti diretti di Tea Muir. I due fratelli siedono su due troni contigui, segno dell’equa divisione del potere dei due che, come tutti i gemelli, altro non sono che due facce della stessa medaglia.

domenica 15 settembre 2013

lingue del primo libro della trilogia



LINGUE DEL PRIMO LIBRO DELLA TRILOGIA

·                     Angeline: la lingua di Terre d’Ange. E’usata per molte opere e sembra alle orecchie di chi non è angeline, molto musicale.
·                     Caerdicci: E’la lingua della Caerdicci Unitas. Dopo la caduta di Tiberium, rappresenta uno degli elementi d’unione per tutte le città della zona. Viene usata da Drustan per comunicare con Ysandre al loro primo incontro. In seguito, il principe migliora la sua abilità e sarà utile per il futuro incontro con Phedre, ambasciatrice di Terre d’Ange. Ispirato al latino. Drustan lo conosce per questioni di rango ma, prima di essere cacciati da Cihil Ru, mitico condottiero cruithnte, anche il suo popolo ha avuto dei contatti con l’impero Caerdicci.
·                     Skaldico: Ha suoni molto aspri, che Phedre fatica a riprodurre. Delaunay gli impartisce le prime lezioni, insieme al caerdicci e queste nozioni saranno utili quando sarà prigioniera di Waldemar Selig. Tra le altre cose, i suoi poemi hanno argomenti principalmente guerreschi. (Nota: evidentemente, l’autrice si ispira al tedesco. Il primo poema in lingua tedesca è infatti Il Cantare dei Nibelunghi, che parla soprattutto di duelli e battaglie.
·                     Cruithne: La lingua del popolo di Drustan. Phedre la parla un po’ grazie a Delaunay e, a partire da questa sicurezza, proverà a imparare l’eirano.
·                     Eirano: La lingua dei dalriada. Non ha avuto contatti con il caerdicci e porta molte difficoltà a Phedre che comunque la imparerà, durante il soggiorno presso i fratelli Dalriada.
·                     Elleno: La lingua che Phedre comincerà a studiare alla fine della vicenda del primo libro, insieme alla lingua dei yeshuiti. Ritiene infatti che sia un’utile chiave per liberare il Signore dello Stretto dal gis e di conseguenza, salvare Hyacinte da questa prigionia.


FRATELLO LOUVEL



FRATELLO LOUVEL

Sacerdote di Elua, rappresenta la prima infatuazione di Phedre che, ancora bambina, fantastica di potersi donare a lui.
Molto bello, ha gli occhi color dell’oceano profondo ed i capelli, biondi, sono tenuti legati in una treccia. Un tempo era adepto della Casa Genziana che, tra le tante cose, è specializzata nello studiare il significato dei sogni. Un patrono comprò la sua marque per permettergli di seguire liberamente i suoi sogni mistici. L’insegnamento ai bambini è tra queste cose. Ogni settimana, si recava a raccontare la storia ai bambini di Casa Cereo la storia di Elua. Un giorno, donò loro degli anemoni tenuti da una spilla, come regalo per l’ultima lezione.
Grazie a questa spilla, Phedre sperimenta per la prima volta la sua capacità di provare piacere nel dolore.

ROXANNE DI MERELIOT




ROXANNE DE MERELIOT

Signora di Marsilikos e del territorio eisandine. Ha una bellezza sontuosa e tornita, pur non essendo più giovane. Ha capelli neri come il carbone che lasciano intravedere qualche filo bianco. Gli occhi scuri sono intelligenti e gentili, tanto da attirare le simpatie di Phedre. In passato ospitò Delaunay quando era piccolo, in quanto era legata da una profonda amicizia con sua madre, Sarafiel Delaunay. Grazie a lei, sappiamo che la scelta del nome del mentore di Phedre è dovuta alla leggenda di Elua e del suo amore per il pescatore Delaunay.