Liliane
de Souveraine
| Non so perché ma mi immagino Liliane a questo modo. |
Provenienza : Casa Gelsomino
E’la madre
di Phedre ed è un’adepta di Casa Gelsomino. La sua famiglia serve questa casa
da generazioni e pare avere nelle vene sangue bhodistano. Ha 19 anni quando lascia questo luogo, per sposarsi con il
padre di Phedre, Pierre Cantrel, un mercante.
Il suo
aspetto rispecchia degnamente il canone della Casa. Ha la pelle color del
miele, capelli come l’ebano e d grandi occhi scuri simili a perle nere. Pierre
Cantrel si innamora di lei, ricambiato e, come accade nella gilda, i due
innamorati chiedono la benedizione della priora.Quest’ultima però nega,
giudicando una simile unione male assortita.
Liliane
allora lascia la casa insieme a Pierre. Avendo terminato la marque, era libera
di farlo.
I due si
sposano alla presenza di un sacerdote di Elua e poco dopo nasce Phedre. Il suo
aspetto, tuttavia, delude un po’ la coppia, perché il suo aspetto non rientra
in nessuno dei canoni delle Case della Corte della Notte.
Dopo una
disastrosa carovana, che non offre i guadagni previsti, nella quale peraltro
Liliane, in quanto adepta, è oggetto delle richieste di aspiranti patroni, i
due si trovano costretti a vendere Phedre, soprattutto dopo che Liliane rimane
nuovamente incinta.
A causa dei
rifiuti passati e poiché il padre di Pierre, per la nuova missione, pretende
che versino una caparra, soldi che non possiedono, si trovano costretti a
vendere Phedre. Liliane e Pierre sono molto riluttanti alla cosa. Speravano che
diventasse un’adepta della Corte della Notte e che, così facendo, ricevessero
una decima dei guadagni della figlia, cresciuta ed educata teneramente alla
pratica di Naahmah in una delle case…ma l’aspetto della protagonista pone fine
a queste speranze. Liliane partorisce la figlia nella casa Gelsomino ma non può
affidarla alle cure della priora perché l’aspetto di Phedre non la rende adatta
alla casa.Per garantire il meglio, allora, Liliane va dalla priora di Casa
Cereo e, dopo una contrattazione impari e umiliante, dove la priora schernisce
la giovane, vende Phedre con una somma inferiore a quella che si aspettava, con
la condizione di dimenticarsi della bambina e di considerare come figlio
proprio, solo quello che aveva in grembo in quell’occasione. Inoltre le impone
di lasciare la città, dopo averle dato la bambina.
Phedre ha
pochi ricordi della madre ma non ha alcun biasimo nei suoi confronti. La
ricorda insieme al padre come una coppia innamoratissima ma che, malgrado ciò,
le ha comunque voluto bene. Non li condanna per averla ceduta alla priora,
anche se ammette che erano piuttosto ingenui nel fare i calcoli futuri. Non
rimprovera Liliane per quello che è successo, giudicando la cosa con un fatalismo
a tratti ironico, a tratti condiscendente, dal momento che solo Delaunay è
riuscito a vedere chi era davvero.
Se non
fosse stato per la macchia rossa nell’occhio, sarebbe cresciuta nella Casa
Gelsomino, sia per diventare membro effettivo, sia per passare poi, al 10 anno
di vita alla casa più adatta, dopo che il priore avesse pagato il suo
mantenimento prima di trasferirla nei loro alloggi.
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