STEADING DI GUHNTER
GUNTER ARNLAUGSON dei MARSI
E’colui
che detiene il comando dello steading grazie alla forza delle armi e che ha
comprato Phedre e Joscelin dalle mani degli uomini d’Isidore d’Aiglemort. Molto
più alto degli altri uomini del suo popolo. Ha i capelli gialli legati in una
fascetta di bronzo ed i baffi svolazzanti. Per domare la ribellione di
Joscelin, dopo che questi ha tenuto occupati ben otto dei suoi uomini, lo lega
al cavallo di uno dei suoi, costringendolo a correre dietro di loro fino allo
steading. In seguito, lo fa dormire nel canile.
E’ un buon
capo. Rispetta fedelmente il codice di leggi skaldiche (trasmesse oralmente e
che conosce a memoria) ed ascolta due volte alla settimana, tutte le lamentele,
giudicando con la massima imparzialità possibile. Impedisce agli altri skaldi
di usare Phedre, mettendo bene in chiaro che è una sua proprietà privata.
In ogni
caso, la sua autorità si basa sul fatto che è un ottimo guerriero e, malgrado
tutti riconoscano il suo ruolo, non è il capo in senso ufficiale. Per questo
motivo, ha più volte chiesto la mano della figlia del precedente capo dello
Steading, finendo con l'essere rifiutato tutte le volte. Hedwig non vuole
perdere il potere riconosciutole dalla memoria paterna ma è comunque vero che
Gunter la rispetta troppo per forzarla. La ama ma non si sa se è ricambiato.
E’molto vigoroso,
come tutti gli skaldi ed ha un carattere rozzo e spaccone…ma non è crudele.
La sua
stanza è di semplice legno, con un rozzo letto coperto di pelli ed un insieme di armi e oggetti vari impilati
in un angolo. Passa il suo tempo a cacciare e a controllare le proprietà dei
carls.
Conosce perfettamente
i piani di Selig ed il fatto che stanno facendo credere a D’Aiglemort di poter
rovesciare la monarchia di Terre d’Ange e prendere il comando con i suoi
Cercatori di Gloria al posto dei De La Courcel. Prende Phedre come schiava
personale e rimane colpito dalla sua capacità di soddisfare il proprio amante
di turno e, per soddisfare il suo ego, le nasconde parte delle usanze, come il
fatto che i servi non si inginocchiano in loro presenza. L’anguisette lo
disprezza profondamente per il modo in cui la tratta e per le sue maniere
barbare ma non abbastanza da odiarlo davvero. Ha intuito che Gunter è
innamorato perso di Hedwig (tanto da rispettare la sua autorità, dovuta alla
memoria del padre di lei, precedente capo villaggio) e che per tre volte, ha
tentato di chiederla in moglie, finendo con l’essere sempre rifiutato da questa.
Decide così, per migliorare la condizione in cui si trova Joscelin, che è stato
chiuso in un canile, d’insegnargli un po’delle sue arti per aiutarlo a
conquistare la donna. Non si sa come andrà a finire. Gunter donerà in seguito Phedre
a Waldemar Selig, insieme al cassiliano (pur non comprendendo i costumi
angeline, ne viene messo al corrente e, intuendo che il sacerdote guerriero
poteva essere utile, lo lascia vivere insieme alla prescelta di Kushiel). Poco
dopo parteciperà alla guerra di Selig…ma non è chiaro quale sia la sua sorte.
Malgrado
tutto, Phedre spera che si sia salvato. Per quanto fosse alieno dai suoi
costumi di angeline, non era una cattiva persona…e questo lo comprende meglio
quando si trova faccia a faccia con il capo degli skaldi Selig. Stando accanto
a Gunter, tuttavia, Phedre, comprende il peso delle azioni di Naahmah,
costretta a giacere con estranei per amore di Elua. In ogni caso, questo
skaldico si dimostra meno cattivo del previsto.
Nota: Gunter non è il primo skaldico con cui
ha a che fare Phedre. Nei suoi primi anni di vita, durante la disastrosa
carovana che portò le finanze dei genitori al collasso, è stata protetta da uno
skaldico, a cui si affezionò. Questi poi
dovette andarsene, per tornare dalla sua famiglia e venne pianto dalla
protagonista che aveva perso così il suo amico. Lo skaldico aveva in patria una
figlia della sua età.
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