LINGUE DEL PRIMO LIBRO DELLA TRILOGIA
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Angeline: la lingua di Terre d’Ange. E’usata
per molte opere e sembra alle orecchie di chi non è angeline, molto musicale.
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Caerdicci: E’la lingua della Caerdicci Unitas.
Dopo la caduta di Tiberium, rappresenta uno degli elementi d’unione per tutte
le città della zona. Viene usata da Drustan per comunicare con Ysandre al loro
primo incontro. In seguito, il principe migliora la sua abilità e sarà utile
per il futuro incontro con Phedre, ambasciatrice di Terre d’Ange. Ispirato al
latino. Drustan lo conosce per questioni di rango ma, prima di essere cacciati
da Cihil Ru, mitico condottiero cruithnte, anche il suo popolo ha avuto dei
contatti con l’impero Caerdicci.
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Skaldico: Ha suoni molto aspri, che Phedre
fatica a riprodurre. Delaunay gli impartisce le prime lezioni, insieme al
caerdicci e queste nozioni saranno utili quando sarà prigioniera di Waldemar
Selig. Tra le altre cose, i suoi poemi hanno argomenti principalmente
guerreschi. (Nota: evidentemente, l’autrice si ispira al tedesco. Il primo
poema in lingua tedesca è infatti Il Cantare dei Nibelunghi, che parla
soprattutto di duelli e battaglie.
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Cruithne: La lingua del popolo di Drustan.
Phedre la parla un po’ grazie a Delaunay e, a partire da questa sicurezza,
proverà a imparare l’eirano.
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Eirano: La lingua dei dalriada. Non ha avuto
contatti con il caerdicci e porta molte difficoltà a Phedre che comunque la
imparerà, durante il soggiorno presso i fratelli Dalriada.
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Elleno: La lingua che Phedre comincerà a
studiare alla fine della vicenda del primo libro, insieme alla lingua dei
yeshuiti. Ritiene infatti che sia un’utile chiave per liberare il Signore dello
Stretto dal gis e di conseguenza, salvare Hyacinte da questa prigionia.
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